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Errore 118 Caldaia Baxi ​- Cause e Soluzioni

Aggiornato il 22 Gennaio 2026 da Luigi Raimondi

Hai acceso la caldaia e è apparso E118. Panico? Non ancora. Molte volte si tratta di un fastidio semplice da risolvere, non di un guasto grave. Ti serve solo un po’ di metodo, attenzione e qualche minuto del tuo tempo. Sei pronto a capire cosa significa davvero quel codice e come riportare la caldaia in funzione in sicurezza?

Indice

  • Cos’è l’errore 118
  • Perché compare l’errore: cause principali
  • Come diagnosticare il problema senza essere un esperto
  • Soluzioni passo dopo passo per risolvere l’errore 118
  • Cosa fare subito e cosa aspettare dal tecnico
  • Prevenzione e piccoli trucchi per evitare il ritorno dell’errore
  • Avvertenze di sicurezza
  • Domande frequenti (FAQ)
  • Conclusioni

Cos’è l’errore 118

L’errore 118 sulle caldaie Baxi segnala una pressione del circuito idraulico troppo bassa. In pratica la macchina sta dicendo: c’è poca acqua nel circuito di riscaldamento e non posso lavorare in sicurezza. Il valore soglia che fa scattare l’allarme è generalmente sotto 1 bar. La maggior parte dei pannelli mostra il manometro con una zona ideale indicata, spesso tra 1 e 1,5 bar; quando la lancetta scende sotto il limite minimo, la caldaia si blocca per proteggere scambiatori, pompa e il sistema in generale.

Questa condizione non è rara: molti tecnici la citano come una delle anomalie più comuni. E non è difficile capire il perché. L’impianto di riscaldamento è un circuito chiuso che può perdere pressione per piccole infiltrazioni, per il normale sfiato dei radiatori o anche per fenomeni d’aria intrappolata. La caldaia, saggiamente, preferisce fermarsi prima che succeda qualcosa di peggiore.

Perché compare l’errore: cause principali

In primo luogo, la causa più frequente è una perdita d’acqua nel circuito. Si tratta spesso di fughe minime vicino alle valvole dei radiatori, attacchi filettati, giunzioni o raccolte collettori. Una perdita piccola e lenta può far scendere la pressione nell’arco di settimane, e magari ti accorgerai solo quando la caldaia si blocca. Altre volte la caduta di pressione segue lo sfiato dei radiatori: hai appena eliminato una bolla d’aria e la pressione è diventata insufficiente. Ti suona familiare? È capitato a molti.

Una seconda causa è la semplice mancanza di pressione dovuta a interventi di manutenzione o riempimenti non effettuati correttamente. Se un operatore ha svuotato parte del circuito o se l’impianto è stato appena installato o riparato, è normale dover reintegrare acqua. Questo è il motivo per cui il manuale d’uso consiglia di verificare la pressione dopo ogni intervento.

Ancora, la presenza di aria intrappolata nel circuito può dare segnali ingannevoli: il manometro può oscillare, o l’acqua può non circolare bene e la caldaia interpreta la situazione come un problema di pressione. In alcuni casi meno frequenti, il problema può dipendere dal dispositivo di riempimento, dal gruppo di sicurezza o dal pressostato stesso che non registra correttamente il valore.

Infine, se la pressione scende ripetutamente e non trovi perdite evidenti, la causa potrebbe essere un guasto a componenti interni come la pompa o lo scambiatore. A quel punto si parla di intervento tecnico vero e proprio.

Come diagnosticare il problema senza essere un esperto

Prima di tutto fermati e respira. L’intervento più comune è immediato e lo puoi fare anche se non sei un idraulico. La prima verifica è semplice: guarda il manometro della caldaia. È lo strumento circolare con la lancetta. La zona di funzionamento ideale di solito è segnata; se la lancetta è sotto l’1 bar, hai la conferma che il codice E118 è collegato alla pressione bassa.

Se la pressione è bassa, prova a ricordare se hai recentemente fatto lo sfiato dei radiatori o se hai notato macchie d’acqua sul pavimento o attorno ai termosifoni. Se noti umidità o gocciolamenti, la perdita è evidente e va riparata. Se non vedi nulla, passa a un controllo più attento: ispeziona le valvole dei radiatori, osserva i raccordi visibili e senti se ci sono suoni di goccia o rivoli quando la caldaia è spenta. A volte la perdita è così piccola da essere visibile solo con una lampada concentrata.

Un passaggio diagnostico utile è sfiatare un radiatore e vedere se, dopo lo sfiato, la pressione scende rapidamente. Questo ti confermerà che il circuito ha perso acqua durante l’operazione. Se invece la pressione resta stabile e bassa, probabilmente c’è una perdita lenta o un problema al sistema di carico.

Puoi anche osservare il comportamento della caldaia dopo un tentativo di riempimento: se torni al valore corretto e il problema non si ripresenta, era probabilmente un calo temporaneo. Se invece la pressione scende nuovamente in poche ore o giorni, allora c’è una perdita da individuare o un componente che non funziona correttamente.

Soluzioni passo dopo passo per risolvere l’errore 118

  1. Verifica e riempimento del circuito.Controlla il manometro e, se è sotto 1 bar, procedi con il riempimento tramite la valvola di carico. Questa valvola si trova di solito sotto la caldaia: può essere una leva o una piccola vite che mette in comunicazione l’acqua fredda dell’impianto con la caldaia. Apri la valvola lentamente fino a far salire la pressione tra 1 e 1,5 bar; non esagerare. Una volta raggiunto il valore corretto, richiudi la valvola e controlla che non ci siano perdite immediate. Accendi la caldaia e verifica che il codice svanisca oppure che la caldaia si avvii normalmente.
  2. Reset della caldaia.Dopo il riempimento esegui il reset della caldaia premendo il tasto di ripristino indicato dal produttore. Molti modelli mostrano la lettera R o un simbolo dedicato. Il reset consente al sistema di riprovare l’avvio ora che la condizione di pressione è stata ripristinata. Se l’errore non scompare al primo tentativo, ripeti il controllo della pressione: potrebbe essere necessario reintegrare ancora un po’ di acqua per stabilizzare il circuito.
  3. Cerca perdite visibili.Se la pressione torna giusta ma l’errore si ripresenta dopo poco, cerca perdite visibili attorno ai radiatori, alle valvole e alle tubazioni. A volte la perdita è piccola e si manifesta solo quando il sistema è freddo; in altri casi diventa evidente durante il riscaldamento quando le giunzioni cedono leggermente. Se trovi una fuga evidente, isola la zona se possibile e asciuga bene prima di chiamare un tecnico per la riparazione definitiva.
  4. Sfiatare i radiatori in caso di aria intrappolata.Sfiata i radiatori partendo da quelli più alti della casa. L’operazione è semplice: con la caldaia spenta o a bassa pressione apri il rubinetto di sfiato con una chiave o un cacciavite, aspetta che escano le bolle e poi richiudi. Dopo lo sfiato la pressione potrebbe essere scesa: ricontrolla e reintegra acqua fino al valore consigliato. Questo ciclo di sfiato e riempimento è spesso la soluzione definitiva quando l’errore è nato proprio da una bolla d’aria che impediva una lettura stabile della pressione.
  5. Chiamare un tecnico se il problema persiste.Se dopo tutte queste operazioni la caldaia continua a segnalare E118 o la pressione cala costantemente, non insistere oltre: la causa è probabilmente una perdita non visibile o un componente guasto. Un tecnico qualificato eseguirà un controllo più approfondito, utilizzando strumenti per individuare perdite nascoste, verificando il gruppo di sicurezza, il pressostato e la pompa. Se necessario, effettuerà prove di tenuta e sostituirà i componenti difettosi.

Cosa fare subito e cosa aspettare dal tecnico

Agisci subito se la pressione è bassa: riempi il circuito con calma, fai il reset e osserva il comportamento della caldaia nelle ore successive. Questa è la procedura più rapida e spesso risolutiva. Tieni d’occhio i radiatori e i punti di giunzione: una perdita visibile necessita di intervento immediato per evitare danni a muri e pavimenti.

Chiamare il tecnico è obbligatorio quando la pressione scende ripetutamente nonostante i riempimenti, quando noti perdite evidenti o quando la caldaia emette rumori strani dopo il ripristino. Il tecnico dovrà valutare lo stato del gruppo di carico, del vaso d’espansione e del pressostato. A volte la perdita non è nell’impianto ma nel vaso d’espansione che, se forato o dispressurizzato, non assorbe correttamente le variazioni di volume dell’acqua, provocando continue variazioni di pressione.

Inoltre, non trascurare controlli annuali: un controllo periodico preventiva molte situazioni che altrimenti si manifestano come E118. La manutenzione programmata permette di individuare giunzioni che iniziano a cedere, valvole usurate o componenti che perdono efficienza.

Prevenzione e piccoli trucchi per evitare il ritorno dell’errore

La cura dell’impianto passa anche dalle abitudini quotidiane. Controllare la pressione una volta al mese durante la stagione fredda è un gesto semplice che può risparmiarti un blocco improvviso. Quando sfiati i radiatori fallo con attenzione: evita di lasciare la valvola troppo aperta e reintegra sempre l’acqua dopo lo sfiato per mantenere il valore ideale.

Un altro accorgimento utile è osservare segnali precoci: rumori di gorgoglio, radiatori che non scaldano bene o zone della casa più fredde del solito possono indicare aria o problemi di circolazione. Intervenire prima che la pressione scenda sotto il limite ti evita il disagio di trovarsi senza riscaldamento.

Infine, utilizza tecnici autorizzati per installazioni e riparazioni. Un lavoro fatto a regola d’arte riduce il rischio di perdite future e mantiene valida la garanzia della caldaia. Non è solo questione di denaro: è questione di tranquillità.

Avvertenze di sicurezza

La manutenzione della caldaia può sembrare semplice, ma ci sono rischi reali. Non effettuare operazioni invasive se non sei pratico. Se trovi una perdita consistente, se senti odori di gas o se la caldaia mostra comportamenti anomali oltre al codice di pressione, spegni l’apparecchio e contatta un tecnico. Intervenire su componenti gas o su parti interne senza competenze può provocare danni, pericoli per la sicurezza e l’annullamento della garanzia.

Ricorda che il riempimento del circuito va fatto con acqua fredda e lentamente. Non forzare valvole o raccordi. Se non sei certo di dove sia la valvola di carico, evita di smanettare e chiama un professionista: può sembrare un dettaglio, ma una manovra sbagliata può introdurre aria nel circuito o compromettere manometri e rubinetti.

Domande frequenti (FAQ)

Cosa succede se riempio troppo la caldaia?
Riempire oltre 1,5 bar non è consigliato. Una pressione troppo alta può stressare il gruppo di sicurezza e il vaso d’espansione. Se la pressione supera i valori indicati, sfiata un po’ d’acqua dal circuito fino a tornare nella zona corretta.
Posso riempire la caldaia da solo anche se sono in affitto?
Sì, la verifica e il riempimento sono operazioni di base che il locatario può fare, a meno che non sia espressamente vietato dal contratto. In ogni caso, informa il proprietario se l’anomalia si ripete: potrebbe essere necessaria una riparazione a carico del proprietario.
Quanto tempo ci vuole per capire se la perdita è seria?
Se dopo il riempimento la pressione scende entro poche ore o giorni, hai un problema che va indagato. Se rimane stabile per settimane, probabilmente era un calo temporaneo causato dallo sfiato o da una regolazione iniziale.
Perché la caldaia segnala errore anche se la pressione è giusta?
Se la pressione è corretta ma l’errore non scompare, il pressostato o il sensore che registra la pressione potrebbe non funzionare. In questo caso serve un tecnico per sostituire il componente difettoso.

Conclusioni

L’errore 118 sulla caldaia Baxi è spesso un campanello d’allarme gestibile da chiunque con un minimo di attenzione e metodo. Controlla il manometro, reintegra acqua fino a 1-1,5 bar, esegui un reset e osserva il comportamento dell’impianto. Se la pressione scende ancora, cerca perdite, sfiata i radiatori e, se necessario, chiama un tecnico qualificato. Un intervento tempestivo evita danni maggiori e mantiene efficiente l’impianto.

Filed Under: Come Riparare, Elettrodomestici

About Luigi Raimondi

Appassionato di fai da te. Insegno come fare piccole riparazioni da soli.

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